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  • Sté 3:30 pm on 8 March 2010 Permalink | Rispondi
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    Avrei bisogno anch’io di un “decreto interpretativo” che mi chiarisse, finalmente, perché ho sempre pagato le tasse. Perché passo con il verde e mi fermo con il rosso. Perché pago di tasca mia viaggi, case, automobili, alberghi. Perché non ho un corista vaticano di fiducia che mi fornisca il listino aggiornato delle mignotte o dei mignotti. Perché se un tribunale mi convoca (ai giornalisti capita) non ho legittimi impedimenti da opporre. Perché pago un garage per metterci la macchina invece di lasciarla sul marciapiede in divieto di sosta come la metà dei miei vicini di casa. Perché considero ovvio rilasciare la fattura se nei negozi devo insistere per avere la ricevuta fiscale. Perché devo spiegare a chi mi chiede sbalordito “ma le serve la ricevuta?” che non è che serva a me, serve alla legge. Perché non ho mai dovuto condonare un fico secco. Perché non ho mai avuto capitali all’estero. Perché non ho un sottobanco, non ho sottofondi, non ho sottintesi, e se mi intercettano il peggio che possono dire è che sparo cazzate al telefono. Io – insieme a qualche altro milione di italiani – sono l’incarnazione di un’anomalia. Rappresento l’inspiegabile. Dunque avrei bisogno di un decreto interpretativo ad personam che chiarisse perché sono così imbecille da credere ancora nelle leggi e nello Stato.

    L’amaca di Michele Serra del 7 marzo 2010
     
  • Sté 2:49 pm on 23 December 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: crisi, tremonti   

    L’Italia non ha retto alle cazzate di Tremonti 

    Stando a quanto Tremonti afferma “L’Italia ha retto bene la crisi” Fiat di Pomigliano d’Arco, Fincantieri di Castellammare di Stabia (Na), Ispra di Roma, Agile di Pregnana milanese, Tils de L’Aquila, Alcoa di Portovesme (Ca), Merloni di Fabriano (An), Videocon di Anagni (Fr), Ideal Standard di Brescia, Lasme di Melfi (Pz), Villa Pini di Teramo, Marazzi di Modena. Non importa se tutte queste aziende siano in crisi, se  oltre 1000 dipendenti ex eutelia si siano trovati senza un lavoro,  se la Fiat, dopo essere stata innondata di fondi statali, abbia deciso di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese. Per quanto si cerchi di nascondere il problema, quest’anno saranno in molti a non aver alcun motivo per festeggiare il Natale.
     
  • Sté 7:57 pm on 15 December 2009 Permalink | Rispondi
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    Con té senpre 

    Che il vero regime stia per iniziare adesso ?

    Quello che ho letto in questi ultimi due giorni  mi spaventa, si vuole cancellare qualsiasi manifestazione di protesta perché istigatrice di odio.

    sono con té seNpre

    sono con té seNpre

    Sono stati già individuati tra giornalisti,  giornali e politici i mandanti dell’attacco, segnalati  i siti internet che dovranno essere chiusi ed i cortei che dovranno essere vietati.

    Mentre il premier resta in ospedale, Vespa illustra  in studio un souvenir del Duomo e tutta l’attenzione pubblica è concentrata su quanto successo, un’altra finanziaria è stata approvata grazie alla fiducia ed insieme ad essa vengono limitate le concessioni puublicitarie al principale concorrente economico del premier.

     
  • Sté 3:08 pm on 14 December 2009 Permalink | Rispondi
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    E ti chiedi perchè ti odiano ? 

    Hai seminato l’odio, dato del coglione a chi non ti ha votato, sei arrivato ad infangare anche i tuoi alleati quando hai visto che il tuo potere era in pericolo.

    Qui chi non terrorizza si ammala di terrore.

    Qui chi non terrorizza si ammala di terrore.

    Usi i tuoi giornali per sminuire i tuoi avversari, le tue televisioni per tenere alto il clima di paura del paese.

    Stai cercando di smantellare la costituzione perché quella attuale non ti tutela abbastanza, e ti rende uguale a tutti gli altri davanti alla legge.

    Extracomunitari, musulmani, statali, writer, lavavetri, mendicanti, romeni, albanesi, clandestini, donne, comunisti (ma quali?), magistrati, ambientalisti, pacifisti, laici, registi, attori, pentiti.

    Hai insultato e continui ad insultare chi non ti venera come un Re.

    Questo è il paese che hai creato e che ti ha votato.

    Benvenuto.

     
  • Mohole 4:03 pm on 11 December 2009 Permalink | Rispondi  

    Se il buongiorno (di un cittadino) si vede dal mattino (della propria esistenza) 

    Oggi in una delle quotidiane gallerie di Repubblica Roma era mostrato un mini reportage delle sale  e di altri luoghi di attesa (leggi scale) del reparto Ostetricia-Ginecologia del San Camillo sulla Circonvallazione Gianicolense di Roma.

    Ora, so che la mia immaginazione è inquinata da tanta tv e da tante serie televisive statunitensi sui dottori (ER, Dr House, Gray’s Anatomy, ecc.) ma vedere tanto degrado, tanto squallore in un Ospedale, che ha addirittura un reparto di III livello e che sia rinomato in Italia, bhè, a me fa tristezza. Capisco che la sanità italiana non ha i soldi per pagare il personale, figuriamoci se ne caccia per cancellare le scritte da vandalismo liceale ogni qualvolta si presentino.

    Però io mi chiedo, TU che scrivi sui muri di un ospedale che è arrivato tuo figlio o tua figlia, non pensi che quel luogo sia di tutti? E che la civiltà sta nel mantenerlo uguale o migliore di prima per coloro che ne usufruiranno successivamente. E invece no! Devi comunicarci che tuo figlio sarà un gran romanista e che crescerà a pane, totti e manganelli (pensa che cittadino ne verrà fuori).

    Un futuro cittadino romano

    Un futuro cittadino romano

    La mia teoria sul grado di inciviltà di un popolo basata  sull’interesse del qui e dell’ora e riservata esclusivamente a proprio beneficio e a quello del proprio clan è qui esemplare.

    Le scale che portano al reparto di ginecologia del San Camillo

    Le scale che portano al reparto di ginecologia del San Camillo

    Ovvero: Scrivo sul muro dell’Ospedale rendendolo uno schifo per ricordarvi che mio figlio c’è. Benefici dello scrivente (tutto il mondo sa che suo figlio esiste ed è nato a tal giorno e tale ora). Benefici per il resto del mondo: nessuno. Ma intanto il muro fa schifo.

     
    • Veronica 7:52 pm on 11 dicembre 2009 Permalink

      speriamo che qualcuno si sia rotto un qualche arto x nell’impresa di scrivere gingantografie neonatali…

  • Sté 12:06 pm on 3 December 2009 Permalink | Rispondi
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    La linea del partito 

    La coalizione viene amministrata come se si trattasse di un’impresa;  il capo comanda ed i subordinati devono  sottostare ai suoi voleri.

    È quanto sta accadendo questi giorni, dopo che il dipendente Fini ha espresso un opinione personale sul proprio datore di lavoro Silvio Berlusconi, ne è la dimostrazione.

    Il padrone monarca non ha certo gradito le esternazioni di Fini, come non le hanno gradite tutti gli altri subordinati del partito.

    In un partito dove il collante che tiene uniti i pezzi è una venerazione religiosa del capo, che in alcuni casi sfora nella completa sottomisione fisica, questo tipo di controversie non sono affatto accettate.

    Il capo ha decisto: “Gianfranco dovrebbe dimettersi !”

     
  • Sté 1:33 pm on 30 November 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: lega, ,   

    Decoriamo il tricolore 

    Mi chiedo coma mai Castelli chieda una norma costituzionale per poter applicare un crocefisso al tricolore,  quando l’odio della lega nei confronti dell’italica bandiera è cosa conosciuta e documentata ?

    Ragazzi svegli questi leghisti

    Ragazzi svegli questi leghisti

    Dopo il salto troverete, diviso in otto parti,  l’intero film documentario di Claudio Lazzaro “Camicie verdi, bruciare il tricolore” .

    (Continua…)

     
  • Sté 3:40 pm on 27 November 2009 Permalink | Rispondi
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    Il razzismo esiste solo negli stadi 

    Il razzismo  è sbagliato solo se esternato all’interno di uno stadio.

    Si tratta di una mia conclusione dopo che lo stesso parlamento che ha voluto e approvato leggi razziste,  composto da squadristi in camicia verde e dal bianco natale,  si stia interrogando su quanto accaduto giorni addietro al calciatore Balotelli.

    Mobilitazione senza dubbio condivisibile ed andrebbe estesa a tutte le forme di razzismo che, quotidianamente,  i migranti che vivono in questo paese sono costretti a subire.

    Due pesi due misure, tipico del nostro paese.

     
  • Sté 12:54 am on 13 November 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: gasparri, giustizia,   

    Non si puo cavar sangue dalle rape 

    In Italia abbiamo due tradizioni:  una è il crocifisso e l’altra sono le riforme alla  giustizia.

    La gestione della giustizia in mano agli intelletuali

    La gestione della giustizia in mano agli intelletuali

    Finchè il presidente non sarà completamente libero da ogni processo, le variazioni al sistema giuridico italiano non si fermeranno. Dal momento che non sono riusciti a modificare il principio di uguaglianza davanti alla giustizia per tutti i cittadini, adesso si parla nuovamente di riforma.

    Ma non farebbero prima a fare una legge che vieta di processare il premier, senza ogni volta dover scomodare Ghedini e l’esercito di avvocati del premier per ogni riforma ?

    Domanda che ovviemente di sono posti e alla quale stanno cercando di dare anche una risposta.

    C’è anche un altro problema,  l’Italia deve rispondere alle richieste europee, secondo cui la  durata dei processi nel nostro paese è troppo lunga e per questo paghiamo anche delle sanzioni.

    E Gasparri, già ministro delle telecomunicazioni nel vecchio governo berlusconi, si è preoccupato dell’argormento e ha scritto due belle leggi per diminuire la durata dei processi.

    Mi chiedo come funziona il lavoro di un parlamentare, penso che non esiste una specializzazione come in tutti i lavori del mondo. Un giorno riformano il sistema radio televisivo, quello seguente il sistema giuridico.

    Come se un giorno chiamate l’idraulico per un problema al rubinetto e questo vi rispondesse che quellà è la settimanda dell’elettricità e lui ripara non ripara rubinetti fino al mese dopo.. vi fareste fare l’impianto elettrico dal  vostro idraulico ? No, non è il suo lavoro, e vi farebbe un lavoro di merda.

     
  • Sté 3:55 pm on 29 April 2009 Permalink | Rispondi
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    Tra moglie e marito non mettere il dito 

    Veronica Lario, la moglie-copertura del premier, si è fatta ingannare dalla sinistra, almeno cosi ha dichiarato il marito in risposta alle parole apparse questa mattina sui giornali.

    Silvio ha prontamente smentito le voci che vedono prossime le canditature di veline, troniste e grandi fratelliste. Ha altresì confermato la loro presenza al suo fianco nella campagna elettorale, come se il fatto di mostrare tette e culi ad un comizio invece di un programma politico sia meglio.

    Finlandia, Germania, Irlanda sono paesi che hanno un primo ministro o presidente donna. L’islanda, anche se non fa parte della UE, ha un primo ministro donna e gay.

    Per il nostro paese pari sono il numero di tette da mostrare su un palco, ed opportunità sono quelle che il presidente concede a chi si concede.

    Franceschini ha liquidato l’episodio con un detto popolare: “Tra moglie e marito non mettere il dito”.

    Se questa è l’alternativa io so Superman,

     
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