“Sai che ho ius primae noctis sulle nostre candidate. E’ scritto nello statuto del Pdl”
Silvio Berlusconi
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Avrei bisogno anch’io di un “decreto interpretativo” che mi chiarisse, finalmente, perché ho sempre pagato le tasse. Perché passo con il verde e mi fermo con il rosso. Perché pago di tasca mia viaggi, case, automobili, alberghi. Perché non ho un corista vaticano di fiducia che mi fornisca il listino aggiornato delle mignotte o dei mignotti. Perché se un tribunale mi convoca (ai giornalisti capita) non ho legittimi impedimenti da opporre. Perché pago un garage per metterci la macchina invece di lasciarla sul marciapiede in divieto di sosta come la metà dei miei vicini di casa. Perché considero ovvio rilasciare la fattura se nei negozi devo insistere per avere la ricevuta fiscale. Perché devo spiegare a chi mi chiede sbalordito “ma le serve la ricevuta?” che non è che serva a me, serve alla legge. Perché non ho mai dovuto condonare un fico secco. Perché non ho mai avuto capitali all’estero. Perché non ho un sottobanco, non ho sottofondi, non ho sottintesi, e se mi intercettano il peggio che possono dire è che sparo cazzate al telefono. Io – insieme a qualche altro milione di italiani – sono l’incarnazione di un’anomalia. Rappresento l’inspiegabile. Dunque avrei bisogno di un decreto interpretativo ad personam che chiarisse perché sono così imbecille da credere ancora nelle leggi e nello Stato.
L’amaca di Michele Serra del 7 marzo 2010 -
Sté
Hai seminato l’odio, dato del coglione a chi non ti ha votato, sei arrivato ad infangare anche i tuoi alleati quando hai visto che il tuo potere era in pericolo.

Qui chi non terrorizza si ammala di terrore.
Usi i tuoi giornali per sminuire i tuoi avversari, le tue televisioni per tenere alto il clima di paura del paese.
Stai cercando di smantellare la costituzione perché quella attuale non ti tutela abbastanza, e ti rende uguale a tutti gli altri davanti alla legge.
Extracomunitari, musulmani, statali, writer, lavavetri, mendicanti, romeni, albanesi, clandestini, donne, comunisti (ma quali?), magistrati, ambientalisti, pacifisti, laici, registi, attori, pentiti.
Hai insultato e continui ad insultare chi non ti venera come un Re.
Questo è il paese che hai creato e che ti ha votato.
Benvenuto.
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Sté
La coalizione viene amministrata come se si trattasse di un’impresa; il capo comanda ed i subordinati devono sottostare ai suoi voleri.
È quanto sta accadendo questi giorni, dopo che il dipendente Fini ha espresso un opinione personale sul proprio datore di lavoro Silvio Berlusconi, ne è la dimostrazione.
Il padrone monarca non ha certo gradito le esternazioni di Fini, come non le hanno gradite tutti gli altri subordinati del partito.
In un partito dove il collante che tiene uniti i pezzi è una venerazione religiosa del capo, che in alcuni casi sfora nella completa sottomisione fisica, questo tipo di controversie non sono affatto accettate.
Il capo ha decisto: “Gianfranco dovrebbe dimettersi !”
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Sté
Veronica Lario, la moglie-copertura del premier, si è fatta ingannare dalla sinistra, almeno cosi ha dichiarato il marito in risposta alle parole apparse questa mattina sui giornali.
Silvio ha prontamente smentito le voci che vedono prossime le canditature di veline, troniste e grandi fratelliste. Ha altresì confermato la loro presenza al suo fianco nella campagna elettorale, come se il fatto di mostrare tette e culi ad un comizio invece di un programma politico sia meglio.
Finlandia, Germania, Irlanda sono paesi che hanno un primo ministro o presidente donna. L’islanda, anche se non fa parte della UE, ha un primo ministro donna e gay.
Per il nostro paese pari sono il numero di tette da mostrare su un palco, ed opportunità sono quelle che il presidente concede a chi si concede.
Franceschini ha liquidato l’episodio con un detto popolare: “Tra moglie e marito non mettere il dito”.
Se questa è l’alternativa io so Superman,
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E’ un’ottima serata per stare davanti al computer. Non ho fatto altro per tutta la giornata, è vero, ma il mio lavoro è questo: il consulente informatico. Un simpatico modo per descrivere tutte quelle persone aka nerd che sono costrette ad avere una partita iva per lavorare.
Ci stanno inculando, senza neanche avere la cura di ungere bene la parte lesa.
Non volevo parlare di questo, ma di quanto successo al Cavaliere Presidente Onorevole Silvio Berlusconi. Passato in appena due giorni dagli allori per l’assoluzione nel processo SME alla condanna da parte dell’UE per l’occupazione delle frequenze usate, illegalmente, da Rete 4 dal lontano 1990 (o giù di lì).
Mi immagino già il fedele Fede preparare un’apertura infuocata per la puntata di domani, magari l’ha già fatto per questa sera. Non so quali anatemi generalmente usi nelle sue arringhe, non ho mai avuto il coraggio di perdere più di 30 secondi davanti alla sua faccia incerata. L’unico Fede che sono mai riuscito ad apprezzare era il Franca/Iolanda di Guzzanti.