E cosi’ l’Italia si prepara di nuovo ad andare a votare. Andremo a votare per i simboli che troveremo su una scheda. Simboli obsoleti, marcescenti, inattuali. Ci e’ stato tolto il diritto alle preferenze. Quindi non ci sono alternative che confermare il consenso al “proprio” partito che, a sua volta, scegliera’ i candidati da cooptare nella casta rigeneratasi.
La gerontocrazia ha inventato l’ultima beffa democratica: la conferma necessaria di se stessa.
Leggo e guardo le reazioni tra la gente nel paese, nei blog, nei commenti.
Ormai il clima che regna e’ quello di una rassegnazione che, purtroppo, e’ il retaggio della nostra storia. Cambiano i padroni, i dittatori, i populisti, rimane un popolo che cerca di salvarsi dal proprio destino con le solite armi individuali, familiari o di clan.
Mai come ora pero’ questo paese e’ ostaggio della propria classe politica, debole e senza un’idea del Paese, pericolosamente questuante presso il Vaticano, composta da individui meschini, mediocri anche nella loro conclamata disonesta’.
Continue reading ‘In attesa di un giorno nuovo’
Mentre Berlusconi si prepara a un’eventuale Marcia su Roma e Bossi lucida i fucili per la sua Rivoluzione, mentre Fini brinda ubriaco all’imminente Vittoria e Storace rispolvera l’amata camicia nera delle Grandi Occasioni (la marcia….la marcia….), mi sono messo a rileggere un interessante articolo che all’indomani delle scorse elezioni venne pubblicato sulle scienze.
L’articolo metteva in evidenza come il sistema elettorale vigente al Senato, con un premio di maggioranza su base regionale per le coalizioni che riescono a vincere in una data regione ma non a sfondare la soglia del 55% dei consensi, sia sostanzialmente (matematicamente) un sistema caotico. Continue reading ‘2+2=3 (…sulla necessità di una nuova legge elettorale)’
Finalmente esce di scena il governo Prodi. Era ora, possiamo riprendere il cammino verso il declino che ci spetta. Un camioncino pieno di militanti di destra festeggia di fronte al parlamento (un palazzo per cui hanno da sempre un sommo rispetto). Calderoli si appella a Napolitano per le elezioni, ma in caso contrario, e’ comunque pronto ad ubbidire agli ordini di rivoluzione del capo.
Berlusconi ha gia’ annunciato una riforma della giustizia. Il principio a base della riforma e’ semplice: la giustizia puo’ occuparsi di tutto cio’ che venga autorizzato dal Potere.
Mastella, d’altronde aveva rimproverato a Prodi, che dalla Magistratura “bisogna pretendere rispetto”….
Agli italiani invece nessun rispetto e’ dovuto, d’altronde come diceva Bernabei:
” I telespettatori sono 20 milioni di teste di cazzo. A noi il compito di educarli. (direttore Rai dal 1960 al 1974)”.
Qualcuno ha capito bene che telespettatore e votante sono sinonimi, almeno in Italia